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PASQUALE ADDISI (Milano)

Autori Italiani
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Pasquale Addisi nasce a San Calogero in provincia di Vibo Valentia, il 26 Aprile 1965.
Si laurea in Giurisprudenza a Milano nel 1989. Vive a Milano dal 1986, dove svolge diverse attività imprenditoriali con grande attenzione per tutti gli aspetti sociali e umanitari.
La passione per la scrittura, soprattutto in vernacolo, lo accompagna da sempre, così come quella per la musica, per il teatro e per la letteratura.
Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro di poesie in dialetto calabrese, intitolato “A spasso nel tempo”, edito da Edizioni Divinafollia.
Nel 2016 ha pubblicato il secondo libro di poesie dal titolo “Il Vietnamita Sognatore”, edito da Edizioni Amande.
Nel 2018 ha pubblicato il terzo libro di poesie dal titolo “Buongiorno Signor Maestro”, sempre edito da Edizioni Amande.
Negli ultimi anni le sue liriche hanno incontrato il favore di giurie prestigiose, che lo hanno portato ad ottenere numerosi riconoscimenti tra i quali:

- Primo classificato al Secondo premio nazionale di poesia “Perdersi nell’Amore” con la lirica “La casa in collina” nella sezione lingua italiana, “Premio Tenuta Bocchineri”;

- Secondo classificato al Primo premio nazionale di poesia “Apri il cuore alla poesia” con la lirica “U Vecchju;"

- Terzo classificato al Terzo concorso letterario nazionale di poesia “Apri il cuore alla poesia” con la poesia “Pietro Cappa”;

- Secondo Classificato alla Prima edizione del concorso letterario “La Nebbia agli irti colli” con la lirica “Diu du paisi Vecchju”.

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U VECCHJU
Assettatu 'nta portrona
Sembra guardari a televisioni
Ma è sperduto e fori zona
Non havi ‘cchjù emozioni
Sogna ancora lu paisi
A mugghjeri e i figghj sparsi
A fortuna nun c'iarrisi
Si havi modu i disperarsi
Cunfundi u pranzu ca’ cena
I sapuri sugnu amari
Sulu u vinu teni a scena
Di nu teatru chi staci pe’ calari
S'arriposa cu l'occhj chjùsi
Non senti e non vidi
Non parra chi boni o chi litusi
Ti guarda e sembra c' arridi
U tempu pe’ idu si fermau
Cusì u mari u ventu e l'amuri
Da vita si staccau
E prega già lu Signuri
Non gli basta na carizza
E teni aperta a porta du cori
Si cunsegna o cielu cu’ cuntentizza
Regalandu favuli e amori

IL VECCHIO
Seduto su una poltrona
Sembra guardare la televisione
Ma è disperso e fuori zona
Non ha più emozione
Sogna ancora il suo paese
La moglie e i figli nel mondo
La fortuna non gli ha arriso
Se ha modo di disperarsi
Confonde il pranzo con la cena
I sapori sono amari
Solo il vino tiene scena
Di un teatro che sta per calare
Si riposa con gli occhi chiusi
Non sente e non vede
Non parla con i buoni o con i cattivi
Ti guarda e sembra che rida
Il tempo per lui si è fermato
Così il mare il vento e l'amore
Dalla vita si è già staccato
E prega il signore
Non gli basta una carezza
E tiene aperta la porta del cuore
Si consegna al cielo con contentezza
Lasciando a noi storie e amore