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SALVATORE GAZZARA (Messina)

Autori Italiani
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Salvatore Gazzara (Messina 1952), ragioniere, pensionato, ex dipendente statale, scrive per diletto poesie in lingua e in vernacolo siciliano/messinese utilizzando il lessico del filologo Prof. Salvatore Camilleri.
Vincitore di Concorsi Nazionali e Internazionali di Poesia quali: F.sco Baldoni (Senigallia), D.co Portera (Cefalù-PA), Città di Battipaglia (SA), Scrivere Sicilia (Bagheria-PA), Colapesce 2017 (ME), Maiori in Love (Maiori-SA), D.co Smorto (RC), L’Ambasciatore del Sorriso 2019 e 2021(NA), Emozioni in Versi (NA), V.zo Padula (S. Maria del Gamio (CS), Tino Barsotti (PortoVenere-SP), ottenendo notevoli riconoscimenti anche dalla stampa specializzata.
Ha pubblicato nel 2017 la silloge in lingua “L’Equilibrio dell’Essere” facente parte de “I Quaderni del Cavaliere”; nel 2020 la silloge in lingua “Poesia…Luce Perenne”; nel 2021 la silloge in vernacolo siciliano “’N-Pinzeri Ci Sta Pi Tutti”.
- Socio Ordinario dell’Accademia di Sicilia (PA);
- Socio Ordinario Resp. Comunale dell’Accademia Federico II – (TP);
- Socio componente il C.D. Accademia “Amici della Sapienza” – (ME);
- Socio Associazione Culturale Euterpe – Jesi (AN);
- Socio Ordinario “Atlantide” Centro Studi Rogliano - (CS);
- Socio Ordinario “Club della Poesia” - (CS);
- Socio Ordinario “Cenacolo Letterario Italiano” - Cefalù (PA).

Nel 2018 riceve 2 Premi alla Carriera per meriti artistici e nominato:
Accademico da Ass. Culturale “Il Convivio” CT;
Alfiere della Cultura da Accademia Internazionale Vesuviana (NA);
Accademico Gran Prix G.nna Papaccio da Acc. Univ. “G. Carducci” (NA);
Membro di Giuria in vari Concorsi Nazionali e Internazionali di lingua Siciliana;
Poeta accreditato in Wikipoesia;
Componente il Comitato Nazionale per i 150 anni dalla nascita della poetessa e scrittrice Grazia Deledda.

 

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AMORE IMMENSO

L’acqua del fiume scorre
veloce si avvia verso il mare,
come nella mente i ricordi
dalla memoria evaporano.
Il pianto di un corpo violato,
lamenti trasportati dal vento,
in segreto nascosti tra le foglie
quasi a volerli conservare.
Oggi sei qui bambino mio,
solo tu per me sei la vita,
dolce voce dell’animo
che mi desta da ogni torpore.
Tu mi apporti gioia e dolore,
un susseguire di sorrisi e lacrime,
mentre io chiusa nel silenzio
posso darti un amore immenso.
E quel pianto del triste momento
che fu dal vento trasportato
e nel tempo dalle foglie celato,
oggi è del tutto svanito.

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I PICCIRIDDI

Anciuli senz’ali li picciriddi
nun hannu prigiudiziu di peddi,
cu ducizza si fannu ’pprizzari
furzannu li catinazzi di lu cori.
Stannu dda ’ssemi ’rricugghiuti,
girbini, nironciuli o rizzuti,
l’occhi russi hannu di chiantu,
facci ’vviluti chini di scantu.
’St’anciuleddi vulissuru fari…
sonni ’mpussibili rializzari,
cu vuci trimanti ô munnu gridari:
nui semu cca vulissimu campari.
Si vulissiruru jisari, curriri, vulari,
non hannu jammi pi caminari,
ci manca la vuci pi cuntistari
sulu disidderiu di migghiurari.
’Ntê so’ armi spiranza rigna,
hannu la fidi chi li ’ccumpagna,
pi lu munnu vannu missaggeri,
li picciriddi d’amuri su’ purtaturi.

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I BAMBINI

Angeli privi di ali i bambini
non hanno pregiudizio di pelle,
con dolcezza si fanno apprezzare
forzando i lucchetti del cuore.
Stanno la assieme riuniti,
biondi, scuri o riccioluti,
gli occhi rossi hanno di pianto,
volti avviliti pieni di spavento.
Questi angioletti vorrebbero fare…
sogni proibitivi realizzare,
con voce tremante al mondo gridare:
noi siamo qui vorremmo vivere.
Si vorrebbero alzare, correre, volare,
non hanno gambe per camminare,
gli manca la voce per contestare,
solo desiderio di migliorare.
Nei loro animi speranza regna,
hanno la fede che li accompagna,
per il mondo vanno messaggeri,
i bambini d’amore son portatori.

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IL PROGRESSO

Il progresso apporta cambiamenti
nel vivere che subisce mutamenti,
ognuno impreparato al nuovo fare
le abitudini deve modificare.
Il faticoso lavoro dei campi
fatto di sacrifici e patimenti
abbandonato per altro mestiere
con una prospettiva migliore.
In casa il lavoro organizzato
nei componenti distribuito,
il pane cotto nel forno a legna
per parenti e tutta la famiglia.
Nei paesi la legna del campo
per cucinare e il riscaldamento,
le case senza acqua corrente
i panni lavati nel torrente.
Di ogni cosa si faceva buon uso
e lo scarto utilizzato nel riuso,
con l’avvento dell’elettricità
nuove tecnologie e modernità.
Tutto viene meccanizzato,
stravolta la vita del passato,
nelle case entra l’informazione
ecco la radio e la televisione.