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Mer, Ott
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LORETTA STEFONI (Civitanova Marche, Macerata)

Autori Italiani
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Loretta Stefoni nasce a Civitanova Marche (MC) e ivi risiede da sempre.

Dopo gli studi matematici e scientifici fatti e un ventennio di attività lavorativa nel settore del commercio, si avvicina alla poesia durante la metabolizzazione di un grave lutto (la morte della madre).
Agli inizi del 2010 incomincia a scrivere le sue prime liriche e a partecipare sporadicamente a competizioni letterarie sia nazionali che internazionali. Subitanei i successi.
Poetessa pluripremiata la Stefoni è socia di associazioni culturali, nonché accademie e già nel 2012 riceve dal Centro Studi Accademia Intern.le “Giacomo Leopardi” di Reggio Calabria il Premio alla Cultura “GIOVANNI PAOLO II” insieme alla nomina di “Accademico d'Onore Leopardiano” a vita. Nel 2014, invece, è la volta della nomina di “Ambasciatrice di Pace” per meriti culturali alla Universum Academy Swinatzerland di Lugano; nel 2017 è nominata membro di giuria della 1^ edizione del Concorso Poetico Regionale “Lasciate che i bambini...” di Falconara Marittima, mentre nel 2019 entra a far parte della commissione esaminatrice della 30^ edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Porto Recanati”.
La pubblicazione della sua silloge Memorie di petali in volo, Tindari Edizioni (Patti, 2012), ha rappresentato l'esordio in campo editoriale. Sue poesie sono state inoltre antologizzate da diverse case editrici. Nel 2018 il noto poeta, scrittore e critico letterario Nazario Pardini inserisce alcune sue liriche nel III° volume della collana “Lettura di Testi di Autori Contemporanei” (Edizioni The Writer ). Nel 2019 la Aletti Editore pubblica una sua lirica, scegliendola per un progetto culturale multimediale, prima nella collana “Alessandro Quasimodo Legge I Poeti Italiani Contemporanei” e poi, realizzandone una videopoesia, nel suo canale Youtube. Nel 2021, su invito della giornalista, saggista, nonchè critico letterario Cinzia Baldazzi, è la volta di una sua partecipazione ad un originale progetto chiamato “Versi in cornice” e una sua poesia viene prima esposta, insieme a quella di altri 75 poeti, in cornice, come fosse un quadro, al museo fondazione Venanzio Crocetti di Roma e poi, accompagnata da nota critica redatta dalla stessa Cinzia Baldazzi, inserita all'interno dell'omonima antologia edita da Officine Culturali Romane.

 

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IL PROFUMO DEL CALICANTO

In questa notte di rami spogli,
delle fronde, solo le fantasie
si offrono alla luna
per i suoi giochi di luce
mentre, come lucciole inventate
tra le zolle denudate d'erbe,
s'avventurano le voci.
Sono le nenie del vento
e lo sciabordio dell'ombra,
tra gli scuri semiaperti,
a immillare di fiati il silenzio.
E nel buio la mia alcova,
che di sogni loquaci si fa luogo,
è memoria del tuo dire.
Un giardino arreso al tempo
dove la neve e il ghiaccio
rendono fragile il ricordo
del vermiglio che scolora
tra le spine e gli sterpi secchi.
Schivo quei roseti spenti
rasentando, sonnambula,
bordure gelide di veronica
… allungo il passo nel bianco
e, stordita dal profumo, mi fermo là
dove il saperti essenza dei miei giorni
è fiore di calicanto
che gemma il mio respiro.


Testo premiato nel 2017 al Concorso Letterario Internazionale “Apollo Dionisiaco”, oggetto di plagio nel 2021 ed erroneamente attribuito ad autore diverso.


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LA MELOPEA DELL'ORA

Cielo e mare, stanotte,
hanno un corpo di luna
che fiata silenzi
in mussole di nuvole
e organze di meduse.
Arpeggiano nel vento
aghi di pini come dita
e memorie d'acqua
lambiscono la riva asciutta
di un fallace approdo.
Echi di fondali si aggiogano
a trasparenze di basse maree
e, tra sabbia e rena,
è un sol tinnire
di conchiglie vuote, serti di corallo
e sceletri bianchi di ricci.
Pullula di audaci sogni
l'aria densa e scura
e, per quanto invano
si maledica quel buiore
che chiude lo sguardo
alle vampe del giorno,
ci si attarda incauti
in un muto dilagare d'ombre
a spigolare grani di ricordi.
E non c'è mano che cerca pelle,
né fiato che si fa voce,
solo la melopea dell'ora
là, dove un vento di terra
regala agli alberi spogli
un'insolita nostalgia di foglie.