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SERGIO MELCHIORRE (Cuveglio, Varese)

Autori Italiani
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Sergio Melchiorre (poeta, sceneggiatore, giornalista, scrittore di racconti brevi e paroliere), ha scritto cinque sceneggiature cinematografiche. Ha pubblicato «Uno di noi», «Rosso purpureo» e «Occhi autunnali».

Nel 2015; «Il cacciatore di mosche» vince il 1° posto al Premio Internazionale di Letteratura «Per troppa vita che ho nel sangue – Antonia pozzi». Il 15 ottobre 2017, la lirica «Non cercarmi» ottiene il 1° posto al XXVIII Premio Nazionale «Città di Pinerolo 2017». Il 18 luglio 2019, gli viene conferito dal Comune di Vernole il Premio alla Carriera. Il 06 ottobre 2019, il suo libro «Occhi autunnali» ottiene il 1° posto al Premio Letterario «Città di Pinerolo». Nel 2020 pubblica «Il silenzio di mio padre» che vince il 1° Premio “Livio de Carlo”. Il 31/12/2022, è nominato Lord. La sua poesia «Città di Luino» viene esposta perennemente nel «Giardino della Poesia» della Biblioteca di Luino(VA). È redattore del quotidiano "La Voce agli italiani “.

 

 

 

ERI VESTITA DI LUCE

 

Sei la linea d'ombra

dei ricordi più soavi

della mia vita.

 

Sei il profilo di una malinconia

che vibra come una foglia morta

sbattuta dal vento,

nell'angolo di una strada

senza uscita.

 

Sei la scia di luce

che trafigge l'effigie

dei miei rimpianti

che non sono mai riuscito

a rimuovere dal mio passato.

 

Questa notte ti ho sognata:

eri vestita di luce

e cercavi un posto segreto

dove poter pregare.

 

Ho pianto in silenzio

sotto le lenzuola,

in attesa che le prime luci dell'alba

sbiadissero la mia tristezza.

 

 

L’UNCINETTO D’AVORIO

 

Vorrei diventare invisibile

come il vento che scompigliava

i tuoi lunghi capelli bianchi.

 

Vorrei diventare immortale

come le minuscole rughe

scolpite sul tuo viso sofferto.

 

Vorrei diventare sublime

come l’aria che accarezzava

la tua pelle bianchissima.

 

Vorrei essere leggero

come il filo di cotone

che intrecciavi

con il tuo uncinetto d’avorio.

 

Vorrei rimanere me stesso

per continuare ad amarti

in silenzio.

 

All’ombra del tuo ricordo,

mamma.

 

NON CERCARMI

 

Quando ti sveglierai
non cercarmi.
Sarò lontano,
oltre il confine che
di notte avrò oltrepassato
come un ladro.

Sarò nascosto
dietro gli alberi fioriti
della nostra valle.

Quando ti sveglierai
non cercarmi.

Mi sarò rifugiato
come un clandestino
nelle umide stive
di una nave alla deriva.

Quando ti sveglierai
non cercarmi.

Cercami nel cuore trafitto
disegnato
sulla rugosa corteccia
della quercia
che sovrasta la collina.

Quando ti sveglierai
non cercarmi.

 

Sarò diventato
il tuo respiro
la luce dei tuoi occhi
e la tua vita.