08
Gio, Dic
2 New Articles

IRIS VIGNOLA (La Spezia)

Autori Italiani
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

 

Bio-Bibliografia

La scrittrice, poetessa e sceneggiatrice, Iris Vignola, è nata a La Spezia dove vive tuttora.
L'ultima edizione di “Nel fantastico mondo delle fiabe – Into the fantastic world of the fairy tales" è arricchita di nuove illustrazioni e in versione sia italiana sia inglese.
La sua prima opera poetica “A mia madre” è inserita nell'antologia “Poesie per una mamma”.
I quattro libri di poesia sono: “Non sogno e non realtà” - “Unico Amore” (scritto a quattro mani con il poeta Horion Enky) - “Dinanzi a me, c'è solo il mondo” - "Mi voltai... e vidi quel fiore".
Una sua silloge poetica fa parte dell'antologia "Alisei - Poeti del Nuovo Millennio a confronto".
"Streghe, folletti e fate, filastrocche magiche e favole incantate" e “Filastrocche magiche e favole incantate sono altri due libri per bambini, entrambi in collaborazione con il succitato autore.
In relazione alla sua Trilogia fantasy La Stirpe di Luce - Dynasty of Light, il primo volume, “La Scelta di Asaliah - Asaliah's choice”, è stato pubblicato nelle versioni italiana e inglese.
Del secondo, “Le Origini - The Origins”, è stata pubblicata la versione inglese.
Il terzo volume, “Nephilim: Angelica e Demoniaca Genesi”, momentaneamente in versione italiana, è inedito.
In riferimento a “La scelta di Asaliah”, l’autrice ha prodotto la sceneggiatura sia in madrelingua sia in inglese.
Circa “Le Origini”, l’autrice ha prodotto la sceneggiatura, momentaneamente in versione italiana.
Molteplici sue liriche e racconti si trovano in antologie di vari poeti, anche a scopo benefico.


~~~~~~~~~~

SE D'AMOR È COSTELLATO

Dedalo di tombe, sì squallide e penose,
abbandonate, nel correre del tempo che l'ha inasprite.
Colgo espressioni vive,
da immagini ingiallite di volti antichi.
Sguardi sfocati,
che celan l'incognito movente d'esser vivi.

Immaginarie salme sconosciute, cinte in sepolcri
testé pregnati sol di cenere sbiadita.
L'essenza, invero, s'è dipartita,
dall'ultimo sospiro della vita.
Quesiti sorgon, in veste di pensieri,
pur privi di sentenze giuste, ma sol di presupposti.

Colei... Colui che fu materia, tessuta d'impeto d'amore,
lo alimentò in vita? Ne fece la sua Bibbia, il suo volere?
Tal labbra, ormai più rimembrate,
ch'han gli angoli ch'atteggiano sorrisi,
quant'amore allor hanno donato?
Di quanto, altresì parlato?

Il vento del silenzio cela storie,
che narran di vissuto e di rimpianto, per quel che non è stato,
di morte e di rancore, di gioia e di dolore,
seppur, innanzi tutto, dissolva il velo nero da quel canto,
che s'alza dalla terra in ogni dove,
circuendo ogni cuore solitario
per riversarci amore, sgombrando l'ombra nera del livore.

Bene sempiterno e imperituro male,
in lotta solitaria senza scampo.
Leggendario, il lor fluire antagonista nella gara del potere,
di cui saggi son i tumuli
che ognor san quel ch'è vero,
ciò ch'era stato scritto, dal principio.
Peccare, al pari di sbagliare scelte esistenziali.

Debole, la carne, si flagella infine,
tuttavia divien, perdono, l'essenziale,
se d'amor è costellato,
qual prospetto di ricchezza universale,
che non lascia nulla al caso, ma s'è fuso,
nel plasmare l'entità quale fulcro del concetto d'esistenza,
coniugata alla luce dell'Eterno.

Ingiunge, la coscienza, nell'attuar le scelte,
sian esse grame o giuste, al suo parere,
falsato talune volte al cuore,
che, di rimando, brama affrancarsi dall'assoggettarsi,
s'è posto in discussione,
cosicché ribellarsi, ponendosi al comando, onorando l'amore.

~~~~~~~~~~

LO CHIAMERÒ TORMENTO

Tacito amore,
nella silent'e perdurant'attesa vana,
barattato con egoistico tempo.

Implora venia,
innanzi a trasmutars'in dolore,
a cagion del peccato commesso
verso l'altrui parte di se stesso,
osservat'a distanza,
nello scrutarsi alfin
all'agonizzante specchio.

Buia, è la notte...
Spaventoso maleolente catrame,
quantunque sian astanti le stelle,
nel lor solenne palpitar perpetuo.
In perenne postura, è la luna,
raggiata dal proprio celato sol beneamato,
teso a scrutarla in lontananza.

Estasianti riverberi ancestrali...

Gaudio, tal spettacolar scenario,
ai cuor in simbiosi, all'acme di felicità,
sì pervenuti.
Indifferenza, viceversa,
nei solitari cuori,
a cu'incomparabile beltà,
in verità si manifest'attenuata.

Cionondimeno,
sorella speranza mai muore,
intra le spire del nulla.
Nel respiro del tempo,
mai è propens'a perire,
allorquando un proprio ritaglio
alimenta l'amore.

E lungamente sospiro,
fintantoché l'imperversante tenebra
totalmente non svanirà,
consentendo all'amor
di rinascer a novella luce.

Sintantoché non riuscirò a riveder nettamente
sia 'l lunar sia lo stellar incanto.

Nel frattempo, inver, di codesto sentimento,
muterò il nome...
Immancabilmente... lo chiamerò tormento.

~~~~~~~~~~

LUCE DI SPERANZA

Avanzo lentamente, solcando strade in città stinte - aridi deserti -
percependo fatalmente d'esser sola, benché attorniata d'altri,
intra solitudini diverse.
Sovra passi d'affannante gente smarrita, arranco la salita con fatica.
Scomparse, ormai, pianure e pur discese,
come per ogni essere pensante, al quale han tolto molto... Tutto...
La Luce di Speranza.

L'umanità s'è persa, fra 'l deserto del domani,
oceano di sabbia fautrice sol d'inezia.
L'odore della morte, ch'opprime cuor e nari,
seguente a cruenta sorte, sì avallata dal male,
crea disperati.
Sanguinaria, ancor grida la belva ancestrale,
ch'ha fame di carne, nonché sete di sangue.

Disperse grida disparate s'elevan al cielo, racchiudent'intrinseche preghiere
rivolte al Padre oppur al Figlio, che taluni all'inverso bestemmiano.
Nel seguir sconosciute ombre,
calpesto lor orme sovra terra brulla, su cui germoglia unicamente 'l nulla.
Riecheggian voci lontane, sgorganti da fasti passati;
echi di gaudio e di risa già udite...
Giovinezze antiche.

Tremulo,
'l fuoco del fraterno amor si consuma,
onde spegnersi a impercettibil afflato di vento oppur a un sospiro.
Respiro indifferenza, infra rovine;
la brama di potere ha reso l'uomo infame, senza confine alcuno.
In cambio di danaro, baratterebbe tutto, persin la propria madre.
Caduca volontà, creder ch'esista un avvenire!

I martiri s'arrendon, senz'opporre resistenza;
prona, la vita, a reclamar la lotta;
purtroppo, par invana la richiesta...
Resta sospesa, intra barlumi di paure.
Riarse labbra celan effimeri sorrisi;
attravers'occhi gonfi, sulle guance 'l pianto scava solchi.
La delirante folla chiede pane ed esistenza vera.

Le voci son riunite in un coral brusio sommesso,
ch'intona un inno ch'ha sapor di prospettiva;
univoca, taluna ch'or s'innalza dal deserto.
Mentre l'orizzonte s'è imbrunito,
il vento testé alzato, disperdend'or ora la sabbia d'apatia, spir'assai forte.
Poscia scoprendo ciò ch'aveva sotterrato,
v'a ravvivar la fiamma di speranza, innegabilmente mai del tutto spenta,
atta a interior ed esterior rinascita.